E’ Toyo Ito l’architetto del Pritzker Prize 2013

71 anni, giapponese di Tokyo, considerato “uno degli architetti più innovativi ed influenti al mondo”, Toyo Ito è stato insignito del Pritzker Prize 2013, il Nobel dell’architettura internazionale, consegnato annualmente dalla Hyatt Foundation.

Laureatosi in architettura nel 1965 all’Università di Tokyo, Ito è particolarmente apprezzato per l’elaborazione di concetti architettonici estremi, nei quali mette insieme il mondo fisico con quello virtuale. Secondo Ito, l’architettura è quella “relazione che si crea tra le persone, una forza che riesce a riunire la gente e farla incontrare”.

I PROGETTI. Nel suo curriculum ultra quarantennale moltissimi edifici, realizzati in patria e all’estero. Tra i più celebri ricordiamo la Torre dei Venti a Yokohama (1986), il Museo di Yatsushiro (1991), la T Hall a Taisha (1999) e la Mediateca di Sendai (2001). Quest’ultimo progetto, in particolare, è stato riconosciuto dalla giuria del Pritzker, come l’opera più riuscita di Ito: situato nella provincia di Sendai, a Nord di Tokyo, l’edificio si presenta come un prisma trasparente di sette piani di diversa altezza, ciascuno dei quali ospita una diversa attività culturale.

ATTIVITÀ PARALLELA DI DESIGNER. Applaudito per la sua abilità di sintetizzare molti linguaggi architettonici in una “sintassi” del tutto personale ispirata alle strutture organiche presenti in natura, Ito è stato riconosciuto anche per la sua fortunata attività di designer, che negli anni lo ha visto stringere solide relazioni con aziende del calibro di Alessi, Electrolux, Horm, Cleto Munari e Rotaliana, sperimentando nuove tecnologie e perseguendo un ideale di “leggerezza” in tutti i suoi progetti.

LEONE D’ORO ALLA BIENNALE 2012. Da ricordare anche l’impegno, come progettista e come essere umano, per la ricostruzione post tsunami nel suo Paese. Un’attività di soccorso e partecipazione emersa dal recente progetto “Home-for-All”, un padiglione dedicato alla casa per tutti allestito in occasione dell’ultima Biennale di Architettura a Venezia e premiato con il Leone d’oro. Per il progetto, Ito e il suo team hanno pensato a una serie di strutture di riparo realizzate utilizzando tronchi di cedro spazzati via dalla violenza dello Tsunami e ripuliti poi da fango e detriti.

COMMENTO DI ITO ALLA NOMINA. Umile e consapevole la reazione di Ito alla vittoria e alla sua successione sul podio del “miglior architetto dell’anno”, dopo il collega cinese Wang Shu. “Ogni volta che un edificio è completato, divento dolorosamente consapevole della mia inadeguatezza. Questo mi aiuta a trovare nuove energie necessarie per affrontare il progetto successivo. Un processo necessario che si ripete e che però non mi fa mai essere pienamente soddisfatto delle mie opere”, ha dichiarato Ito alla stampa.
L’importante, però, conclude Ito, è “che l’architettura riesca a creare relazioni e fiducia tra le persone”.

By :
Comments : 0

Commenta

*

captcha *